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Ciro Zeno

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«Uccidere è il coraggio di un momento. Vivere il coraggio di sempre.»
«La cosa bella delle nuove cose che si imparano è che nessuno può portartele via.»

B.B. King
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Zeno & Friends

...un modo per sentirsi più vicini
May 12

Amore

 
L’intelligenza priva di amore, ti rende perverso.
La giustizia senza amore, ti rende spietato.
La diplomazia senza amore, ti rende ipocrita.
Il successo senza amore, ti rende arrogante.
La richezza senza amore, ti rende avaro.
La docilità senza amore, ti rende sottomesso.
La povertà senza amore, ti rende orgoglioso.
La bellezza senza amore, ti rende ridicolo.
L’autorità senza amore, ti rende tiranno.
Il lavoro senza amore, ti rende schiavo.
La semplicità senza amore, ti toglie valore.
La preghiera senza amore, ti rende introverso.
La legge senza amore, ti schiavizza.
La politica senza  amore, ti rende egoista.
La fede senza amore, ti rende fanatico.
La croce senza amore diventa tortura.
LA VITA SENZA AMORE... NON HA SENSO.........
May 10

Poesia del giorno

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.

May 06

Poesie del giorno

A volte sento di non appartenere a questo mondo;
l' anima mia vaga senza posa tra deserti vasti
e praterie.
Il tempo trascorre e vola via senza spazio
per i sogni,
e scorre sulle mie stagioni ingiallite
cosi' come la mia mano su questi versi
inutili.
Di fronte a me la citta' illuminata a giorno,
nella notte.
Le infrastrutture d'acciaio,
le auto veloci e scintillanti, come dardi di fuoco,
nella notte.
le insegne dei bar, la gente che passa nella sua gelida indifferenza
milioni di anime che passano lentamente
nella notte.
Ma i miei occhi vedono il passo furtivo di un gatto randagio.
Ed il mio cuore sente un fiore che sboccia in una piccola aiuola.
Forse per questo mi sembra d' essere
un poeta
May 05

Poesia del giorno

Io sono
nella seta che t' avvolge
nell'orlo delle calze che preme
il madreperlaceo trabocco delle cosce,
sulle delicate escrescenze,sui brevi declivi
del tuo corpo che freme, i miei occhi lascivi
abbandono.
Ora seguendo le forme,ora le linee,
ora sui fianchi,sul dorso,sul crine,
indugiare,scuotere,morire.
Dall'ozioso esitare della carne
poi, o dai moti flessuosi e violenti,
dall'uno e dall'altro il piacere di trarne
il muto consenso dei sensi.
May 03

Poesia del giorno

Felicità perduta
 
 
Tormento di vita
in un bisogno sincero
col buio nel cuore.

Lentamente,
nell'attimo della passione,
l'anima si spoglia.

Nel tempo perduto,
cercando un perché,
un amore lontano.

Il grande Benigni

Chissà perché tutte le malattie mentali cominciano per PSI: psicopatico, psicotico...

Roberto Benigni

May 02

Il nostro caro Premier....

Stavo gironzolando qua e la in cerca di curiosità e nemmeno a cercarlo ho trovato un simpatico cartoon sul nostro amatissimo presidente!

Ed Ecco a VOI!!
Brusco in...
http://bruscotoons.andromedafree.it/movies/berlsong.swf

E' anche possibile lasciare un commento alla pagina http://bruscotoons.andromedafree.it/movies/cartone.asp?cartone=berlsong

Spettacolareeeeee!!!

Pensate che la tigre sia più forte di una scimmia?

Io lo pensavo, ma dopo aver visto questo video http://snipurl.com/curiosare23 ho cominciato ad apprezzare l'astuzia della scimmia!

Greenpeace



02-05-2005
Veleni nei giocattoli e nelle magliette dei bambini
 

Ftalati, alchilfenoli, muschi sintetici, composti organostannici. Questi i nomi dei composti potenzialmente pericolosi per la salute che sono stati trovati da Greenpeace in magliette per bambini, detergenti per l'infanzia e giocattoli. Tutti prodotti comunemente in vendita nel nostro Paese, che sono stati analizzati da un laboratorio indipendente olandese, il TNO.
I risultati sono stati presentati oggi in una conferenza stampa a Roma, a Palazzo Mattei, condotta da
Mario Tozzi, primo ricercatore Cnr e conduttore "Gaia", nel corso della quale sono intervenuti oltre agli esponenti di Greenpeace, il comico Beppe Grillo e Giuseppe Latini, direttore dell'Unità Operativa Neonatologia Ospedale "Perrino" Brindisi.
Un totale di 12 campioni sono stati raccolti da Greenpeace. I giocattoli, tra cui Spiderman Flip 'n zip e Barbie Fashion Fever di Mattel, e le stampe sui tessuti contengono concentrazioni elevate in particolare di di-isononil ftalato (DINP), fino a oltre 150.000 mg/kg. In uno dei giocattoli analizzati sono state rilevate quantità rilevanti di composti organostannici, mentre in altri concentrazioni di nonilfenoli e ottilfenoli etossilati. I prodotti per la detergenza dei bambini analizzati contengono entrambi il muschio sintetico galaxolide in concentrazioni fino a 327 mg/kg, nonché il muschio chetone più comunemente usato qualche anno fa. Sorprendentemente, uno dei prodotti detergenti per bambini contiene sia nonilfenolo che nonilfenoli etossilati, mentre l'altro presenta lo ftalato DEP in concentrazione pari a 589 mg/kg.
“In seguito anche ad una battaglia di Greenpeace gli ftalati sono stati banditi nei giocattoli per bambini al di sotto dei tre anni, ma forse il negoziante chiede l’età del bambino alla mamma o se ci sono fratellini o amichetti più piccoli? E in base a quale principio i bambini più grandi non devono essere tutelati?” si domanda Latini.
Gli ftalati, usati per ammorbidire la plastica, sono sostanze sempre più presenti in ambiente e sono stati ritrovati addirittura nel sangue umano, anche se esistono alternative valide. Lo stesso si può dire degli altri composti, come i muschi sintetici che servono solamente a profumare detergenti e altri prodotti per il corpo, esponendoci inutilmente a sostanze potenzialmente pericolose.
“In alcuni prodotti per bambini analizzati abbiamo trovato gli ftalati, che sono banditi a livello europeo nei prodotti per la dentizione dei bambini al di sotto dei tre anni, perché possono causare danni al fegato, reni e ai testicoli ed alcuni sono classificati tossici per la riproduzione - spiega Vittoria Polidori, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace - e poi gli alchilfenoli, che comprendono sostanze che possono interferire con il Dna umano e danneggiare la produzione di sperma nei mammiferi”.
Con REACH (Registrazione, Valutazione e Autorizzazione delle sostanze chimiche), la proposta di riforma della politica chimica europea, si potranno identificare le “sostanze più preoccupanti” che avranno bisogno di un’autorizzazione per usi specifici, ma non basta.
“E’ necessario che al processo di autorizzazione di questi composti più pericolosi segua la loro sostituzione con alternative sicure, quando queste siano disponibili” conclude Polidori.
Greenpeace è da anni impegnata in una battaglia per eliminare i composti chimici pericolosi presenti nei prodotti di uso comune. Precedentemente erano stati effettuati campionamenti dell’acqua piovana e della polvere domestica, analisi di un’ampia gamma di prodotti, dai profumi ai prodotti elettronici, ritrovando ovunque queste stesse sostanze contaminanti, diffuse ormai in ogni ambiente e persino nel corpo umano.

Pensieri...

In questo momento vorrei essere un vero musicista. Non un semplice inventore di melodie da ricostruire sullo spartito. Vorrei possedere mille strumenti, mille tecnologie, mille conoscenze, e poter comporre un'armonia così grande da svuotarmi dentro. Vorrei raccogliere fra le braccia tutte le immagini della mia vita, dai ricordi ai desideri, e spargerle sui pentagrammi di un inno alla Hans Zimmer... (per intenderci, il compositore delle colonne sonore di grandi film come Pearl Harbor e Spirit - Cavallo selvaggio)

Vorrei riuscire a trasmettere a quanta più gente possibile l'energia della gioia più impensabile e del dolore più abissale, attraverso un crescendo irrefrenabile di suoni e ritmi che spacchino qualsiasi cuore. Un sogno... Sognare significa liberare ogni necessità di Essere, ed Essere vuol dire anche oltrepassare ogni libertà di sognare. Ed io in questo istante sogno di poter condividere le mie emozioni fino in fondo, perché il mio Essere possa finalmente abbattere il limite del mio sognare.

Tra i miei tanti interrogativi, mi chiedo spesso il motivo per cui in questi miei pensieri scritti non riesca ad essere semplice come nella realtà quotidiana. Forse così semplice non lo sono, anzi sicuramente, ma l'immagine che do di me con queste parole fatica ad essere interpretata positivamente, e sinceramente me ne dispiaccio, non perché vorrei essere come non sono, bensì perché vorrei tanto che qualcuno andasse oltre le mie (e le sue) parole, apprezzando veramente ciò che sono e ciò in cui credo.

Talvolta comprendere ogni goccia della mia esistenza può rivelarsi a tratti enigmatico, se non impossibile. Neppure chi mi ha Amato, forse, c'è riuscito. Ma a volte mi chiedo chi enigmatico non lo sia: credo vada considerata più come una caratteristica umana che come una qualità individuale. Questa è una delle ragioni del mio "esplorare". Più d'una volta qualcuno mi ha chiesto cos'avesse di interessante da meritare la mia attenzione, ed io ho risposto chiamandolo per nome.

Prima di dare la spiegazione di qualcosa, è necessario scoprirla ed osservarla. Sembra banale, ma non lo è, perché raramente lo facciamo, ed anch'io, che fondo la mia vita su questi ed altri ideali, cado spesso in semplificazioni dettate dal pregiudizio o dalla pigrizia. Spesso chi mi legge, per non volere "andare oltre", bolla la mia persona in modi semplicistici e apparentemente scontati, reagendo con paura, con disprezzo o con indifferenza.

Certo, non tutto è così incomprensibile dalle mie parole. E' evidente ed innegabile il mio sogno d'Amore, diventato un credo profondo (ma non ossessivo) poiché in esso regna la più alta forma di condivisione. Non potrei non desiderare Amore forte e vero, alla luce delle basi del mio Essere. Ed è per questo che dinnanzi all'inquietante serie di sconfitte vissute, continuo a combattere per conquistarmi il diritto di viverlo ancora e per sempre.

La vita però non è fatta di solo Amore per una donna. E' un momento speciale del mio cammino, anche se tendo a non dar esso molto credito: in cuor mio battono realtà molto più importanti... ...ho ancora troppi conti aperti con il mio passato ed intendo saldare ciò che gli devo...

Ottenendo, però, ciò che mi spetta...

Poesia del giorno

Sto aspettando l'amore e basta
 
 

Sto aspettando l’amore e basta
per abbandonare alfine
me stesso nelle sue mani.
Per questo ora è così tardi
e sono responsabile di gravi omissioni.

Vengono a legarmi saldamente
con le loro leggi e i loro codici
ma io li evito sempre
perché sto aspettando l’amore e basta
per abbandonare alfine me stesso
nelle sue mani.

Mi biasimano e mi dicono sbadato.
Non ho alcun dubbio
che il loro rimprovero sia giusto.

E passato il giorno del mercato
e chi è attivo ha compiuto il suo lavoro.
Quelli che sono venuti invano a chiamarrni
se ne sono andati in collera.
Sto aspettando l’amore e basta
per abbandonare alfine me stesso
nelle sue mani.
April 29

Un'emergenza nella notte

Un'emergenza nella notte.

La città di Battambang 13/04 Battambang, cambogia: Sono le 2.30 del mattino del 31 marzo a Battambang quando una granata cade nel giardino della casa di fronte. Le finestre si aprono improvvisamente e della terra viene scarevenatata nei letti, sul pavimento, per tutta la casa. Corriamo in terrazza e ci rendiamo conto che in lontananza, forse ad un paio di chilometri da casa nostra, si susseguono esplosioni a catena e il cielo sembra illuminato a giorno. Ci vestiamo di corsa, con gli scoppi che continuano a susseguirsi sempre più forti e apparentemente più vicini. Il primo pensiero è per l’ospedale e così tutti e cinque, io, Predja, Cino, Cecilia e Juan prendiamo le macchine e ci precipitiamo lì mentre la guardia, terrorizzata, richiude il cancello alle nostre spalle.
Arrivati all’ospedale controlliamo che sia tutto a posto. I pazienti, molto spaventati dal rumore che si è fatto sempre più sordo, piano piano rientrano nelle corsie e si rimettono a dormire tranquillizzati dalla nostra presenza e dagli infermieri locali. Sappiamo però che la nottata è appena cominciata. Ci ricordiamo che Chiara e Marisa e nove volontari di Emergency sono in città, in uno degli alberghi più vicini alla zona dell’esplosione e con Predja ci dirigiamo verso quell’area. Li troviamo tutti fuori insieme ad altri turisti, naturalmente spaventati e confusi, ma stanno bene. L’albergo ha subito alcuni danni alle finestre e il controsoffitto ha ceduto in alcuni tratti dei corridoi.
A questo punto ci dirigiamo verso il luogo dell’esplosione. Sono ormai passate le tre e sulle strade della città si è riversata una marea di gente. Alcuni scappano con la famiglia dalla zona più colpita gridando che i khmer rossi sono tornati, altri si riparano nella boscaglia e nei luoghi dove erano soliti rifugirasi durante la guerra civile. Altri ancora, i giovani soprattutto, si dirigono, per curiosità, con i loro motorini verso la zona degli scoppi illuminata delle fiamme, aggiungendo traffico ad una zona dove già l’ingorgo è ingestibile. Avvicinandoci veniamo fermati da alcuni soldati che appena ci riconoscono ci lasciano passare. Cerchiamo di comunicare con loro, ma nessuno parla inglese. Finalmente un giovane traduce la nostra disponibilità ad aiutare, ma la risposta è che la zona è ancora troppo pericolosa, che è esploso un magazzino di artiglieria pesante, ma che non lontano ce ne sono altri due che potrebbero radere al suolo la città. Apprendiamo viChirurghi al lavoro nell'ospedale di Emergencya radio che sono già arrivati i primi feriti nel nostro Centro Chirurgico e ne incontriamo altri che, su mezzi di fortuna, si stanno dirigendo verso l’ospedale provinciale.

Una donna, sdraiata in un carretto è priva di sensi e sembra grave; scopriremo poi che era incinta e che, a seguito di una scheggia che le ha lacerato l’addome, ha perso il bambino. Immaginando lo stato di confusione della sanità pubblica di Battambang ci presentiamo all’ospedale provinciale per offrire il nostro aiuto. Appena arrivati notiamo che i due feriti gravi incontrati per strada sono ancora sui carretti mentre altri tre vengono soccorsi dal uno dei medici locali. Proponiamo di farci carico dei casi più gravi; la nostra offerta viene accolta immediantamente e vengono chiamate le due ambulanze per portare i feriti all’ospedale di Emergency. Forniamo alla struttura provinciale anestetici e bende secondo le richieste del dottore.
Arrivati all’ospedale Ilaria Alpi troviamo l’OPD già pieno di pazienti. Otto sono stesi sui lettini e a turno vengono accuditi da Nak l’infermiere cambogiano e Mony il chirurgo locale, l’ultimo assunto di turno quella sera. Insieme verificano le condizioni dei pazienti e dietro indicazioni di Cino, il coordinatore medico e chirurgo, fanno il triage e preparano la lista della sala operatoia a seconda della gravità del paziente. Juan, il secondo chirurgo generale, intanto è già in sala con il primo paziente. Sono stupita e orgogliosa di Nak e Mony a cui fino al giorno prima rimproveravo di essere poco impegnati e troppo lenti. Alle tre e mezzo infine si presenta in ospedale Ra, un altro dei quattro chirurghi locali: ha sentito l’esplosione e dopo aver portato in salvo la famiglia a qualche chilometro dalla città ha subito pensato che in ospedale avremmo avuto bisogno di lui perciò si è precipitato ad aiutare. Le ore passano e le sale operatorie continuano a funzionare e non si sente più alcuno scoppio.

Arrivano anche i primi dipendenti del turno di giorno. Sono quasi tutti in anticipo, pronti a dare una mano. La situazione si tranquillizza e in giornata riceviamo solo qualche paziente da. Veniamo poi a conoscenza da autorità e giornalisti che ci fanno visita che l’esplosione ha distrutto 157 case, che le vittime sono state, fortunatamente, solo cinque; la maggior parte dei feriti è stata curata nel nostro ospedale.

Sonia Riccelli

Poesia del giorno

Vita!
Giorno difficile, in cui il sole
e le nuvole combattono
- a tratti aperto, fiore,
a volte chiuso, frutto - ,
per confondersi nella notte!

Vita!

Veglia in cui gli occhi
si aprono e si chiudono,
in un gioco stanco
di verità e menzogna,
per confondersi nel sogno!

Vita!
April 28

Emergency in Sudan: perché e per chi

Emergency in Sudan: perché e per chi
26/11 Khartoum, sudan: La guerra, ancora una volta. Sono ormai più di centosessanta le guerre scoppiate dal 1945, "nel dopoguerra". Generazioni che crescono conoscendo solo la guerra. Come possiamo pensare che possano riuscire a vivere senza usare violenza, quando l'unica vita che hanno visto e vissuto è stata una catena infinita di violenze? La guerra civile in Darfur sta portandosi via decine di migliaia di vite umane, e infliggendo atroci sofferenze, in un luogo dove l'assistenza sanitaria è quasi inesistente, e non è gratuita. Al Fashir è la capitale del Darfur del Nord. E' il luogo ottimale per un Centro Chirurgico di Emergency, perché quello è il punto di riferimento per i feriti della regione, per fornire loro assistenza altamente specializzata in un ospedale pulito, bello, efficiente, gratuito.
Emergency, nei dieci anni di vita, non solo ha accumulato una grande esperienza internazionale e la più ampia casistica scientifica nel trattamento dei feriti di guerra. In Emergency è anche cresciuta la convinzione che solo ospedali rispettosi della persona umana e dei suoi diritti siano in grado di assolvere i pieno il proprio compito: quello di essere luoghi davvero "ospitali" dove si praticano rapporti umani basati sulla solidarietà e sul rispetto reciproco.

Di fronte alla guerra, ci è sembrato sensato non limitarci all'assistenza chirurgica ai feriti, ma proporre la pratica dei diritti in campo sanitario. Nel nostro lavoro, vorremmo vedere realizzato il diritto ad essere curato per chi è ferito e per chi è ammalato: sentiamo come nostro dovere il fornire assistenza sanitaria di alto livello e gratuita. Perché i diritti non solo non hanno prezzo, ma non si possono pagare: i diritti sono dovuti, per questo devono essere gratuiti. E devono essere uguali. Non vogliamo una sanità per i ricchi del nord del mondo – evoluta, sofisticata, tecnologica – e una sanità di scarto per i poveri, per i Paesi più disperati dove raramente si vive fino a quarant'anni, e dove si possono curare – a volte - solo diarree e polmoniti.
Abbiamo disegnato un grande progetto, un centro di chirurgia cardiaca a Khartoum. Un Centro di eccellenza, di altissima tecnologia, dove si possa eseguire tutta la cardiochirurgia per bambini e per adulti. Un centro gratuito a disposizione anche dei Paesi confinanti, dove i pazienti verranno selezionati, trasferiti a Khartoum per l’intervento chirurgico, e poi seguiti dal personale del Centro di Khartoum.
Un progetto complesso e difficile, ma anche un cammino stimolante, perché contiene semi di pace: mostrare che riconosciamo ai cittadini di quei Paesi gli stessi diritti che pretendiamo per noi stessi, che vogliamo condividere i benefici della scienza medica, che non riserviamo loro solo una "medicina" di seconda scelta.
Un progetto dove il ritrovarsi tra pazienti e sanitari di etnie e culture diverse possa essere un segnale di collaborazione e di solidarietà. Per questo il Centro di Cardiochirurgia di Khartoum si chiama Salam, pace.

In Sudan come in altri Paesi, le popolazioni scappano, sono in fuga per sopravvivere alla politica dei governi e dei signori della guerra. Milioni di persone – in maggioranza donne e bambini – esposti alla fame e alle malattie che sempre accompagnano le "operazioni militari", che hanno abbandonato i propri villaggi nel Sud del Sudan, segnati da vent'anni di guerra, e che ora affollano le periferie della capitale.
Altre vittime di guerra, falciate dalla malnutrizione e dalle malattie infettive. Fornire assistenza agli sfollati, soprattutto in campo pediatrico, è un modo per ridurre "gli effetti collaterali" della guerra, per alleviarne la capacità distruttiva

Gino Strada

Poesia del giorno

E se mi devi amare per null’altro sia


E se mi devi amare per null’altro sia
che per amore.Non dire "L’amo per il
suo sorriso, il suo sguardo, il modo
gentile di parlare, per le sue idee
che si accordano alle mie e che un giorno
mi resero sereno". Queste cose possono
Amato, in sé mutare o mutare per te.
Così fatto un amore può disfarsi.
E ancora non amarmi per la pietà che
le mie guance asciuga. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo
conforto, e perdere così il tuo amore.
Ma amami solo per amore dell’amore,
che cresca in te, in un’eternità d’amore!

April 27

Poesia del giorno

Dolore di bambino

Mia madre gemette! mio padre pianse,
nel periglioso mondo balzai,
impotente,nudo,lamentandomi forte,
come un fantasma nascosto in una nube.

Lottando nelle mani di mio padre,
agitandomi contro le bende che dovevano avvolgermi,
legato e stanco, ritenni la cosa migliore
il ripiegarmi sul petto di mia madre.
April 23

Pensieri...

Cosa alimenta il vivaio delle idee? Cosa fa prender forma ad una forte emozione? Cosa c'impedisce di colorare i nostri pensieri?
Una cascata di domande sommerge la mia mente ma il letto resta prosciugato come afflitto da un'enorme crepa!
Eppure i momenti forti sono stati tanti, i momenti in cui senti ferocemente la vita scorrerti nelle vene, dovrei forse fermarmi ad immortalarne uno ogni volta che si presenta? O è la dimenticanza una delle nostre nemiche più acerrime contro cui ogni tentativo diventa vano?!
Ci sono zone dell'animo che non possono essere raccontate, ci sono sensazioni per le quali servirebbe parlare una lingua ultraterrena, eppure altrettanto forte è il desiderio di dar loro una forma concreta, di permettere agli altri uomini di comprenderle almeno in piccola parte...ma non ci riusciamo!
Forse le cose più belle restano in eterno nascoste nella mente e nei cuori della gente e in eterno tormenteranno le anime che orbitano intorno ai mortali!
Mi piace credere che un giorno sarò in grado di consumare come dovuto ogni istante dei miei giorni senza perdermi niente, nemmeno un piccolo, minuscolo particolare...il particolare, è proprio questo che arricchisce la qualità della vita, come le sfumature portano ad un piacevole colore i particolari nella vita ci permettono di respirare il messaggio divino. Perchè è di divino che si tratta, non può essere altrimenti: mi atterrisce l'idea di attribuire al caso una così grande perfezione come la vita, un ingranaggio dove tutto sembra partecipare al mantenimento di un equilibrio, alla realizzazione di quello che può essere definito il più grande musical della storia di tutti i tempi, fatto di una paradisiaca scenografia, di un'infinità di attori che sembrano conoscere il copione da quando son nati, di una musica che parte dal profondo di tutti noi ma che non tutti riescono a sentire...è triste affidare tutto questo al caso o a reazioni chimiche spontanee, non sarebbe giusto nei confronti dell'ipotetico fautore che usiamo chiamare Dio.
April 20

Sulla religione

E un vecchio sacerdote disse: Parlaci della Religione.
E lui rispose:
Ho forse parlato d'altro oggi?
Non è forse la religione ogni azione e ogni riflessione,
E ciò che non è né azione né riflessione, ma stupore e sorpresa che sempre scaturiscono nell'anima, anche quando le mani spaccano la pietra o tendono il telaio?
Chi può separare la sua fede dalle sue azioni e il suo credo dal suo lavoro?
Chi può disporre davanti a sé le proprie ore dicendo, "Questa è per Dio e questa è per me stesso, questa è per la mia anima e questa per il mio corpo?".
Tutte le vostre ore sono battiti d'ali nello spazio da un essere all'altro.
Colui che indossa la moralità come l'abito migliore, sarebbe meglio stesse nudo.
Il vento e il sole non squarceranno la sua pelle.
E colui che fa dell'etica un limite al comportamento, ingabbia il suo canto.
Il canto più libero non passa tra fili e sbarre.
E colui per il quale l'adorazione è una finestra che si apre e si chiude, non ha ancora visitato la dimora della sua anima le cui finestre sono aperte da aurora a aurora.

La vita quotidiana è il vostro tempio e la vostra religione.
Ogni volta che vi entrate portate con voi tutto il vostro essere.
Portate l'aratro, la fucina, il martello e il liuto,
Le cose forgiate per bisogno o per diletto.
Poiché nella devozione non potrete elevarvi al di sopra delle vostre riuscite, né cadere più in basso dei vostri fallimenti.
E prendete con voi tutti gli uomini, poiché nell'adorazione non potete volare più in alto delle vostre speranze, né umiliarvi oltre la loro disperazione.

Se volete conoscere Dio, non siate dunque solutori di enigmi.
Piuttosto guardatevi intorno e vedrete Dio giocare con i vostri bambini.
Guardate nello spazio, e vedrete Dio camminare sulla nube, aprire le braccia nel lampo e scendere nella pioggia.
Vedrete Dio sorridere nei fiori e nelle cime degli alberi vedrete il fremito delle sue mani.
April 19

Il progresso da lontano

Ho provato ad immaginare il progresso
Come una grande anima malata
Una enorme concatenazione di cause ed effetti
Grandi numeri e probabilità infinitesimali

Come certe albe di Roma
La cui luce elenca piano gli alberi
Così la linea del progresso si espande
Trasformando i colori delle cose in uno solo
Il bianco

Ho provato ad immaginare il progresso
Come masse di uomini che si spostano
Rincorrendo equilibri impossibili
Mescolando il colore di una bandiera
Con il rumore elettrico di un fast food
Io confondo il bene con i beni
E mi disperdo la coscienza in sensi unici

Guarderò il progresso da lontano
Per esserne affascinato e non coinvolto fino in fondo
Non vedo un altro modo per salvare l’entusiasmo
In questo mondo

Dove ognuno tende ad inseguire
Solo l’ideale di se stesso
Moltiplicando il senso del potere
Ricercando il compromesso

Eppure noi viviamo nel progresso
Lo utilizziamo per ascoltarci
Per accomaodarci, per salvare l’entusiasmo
E lo fraintendiamo con la cultura dell’immagine
Del corpo, dell’apparenza

Ne occupiamo le frequenze,
e ci serviamo di certe sue estensioni
fino a rimanerne abbronzati
perchè può sostituire anche la luce del sole
e la ricerca di un Dio

Così, d’istinto, cerchiamo protezione
E poniamo distanze tra l’ieale di noi stessi
E tutto il diverso
Moltiplicando il senso del potere,
ricercando il compromesso.

Guarderò il progresso da lontano
Per esserne affascinato e non coinvolto fino in fondo
Non vedo un altro modo per salvare l’entusiasmo
In questo mondo

Dove ognuno tende ad inseguire
Solo l’ideale di se stesso
Moltiplicando il senso del potere
Ricercando il compromesso

Mi piace immaginare un altro punto dell’universo
Opposto al nostro
Dove un uomo divaga sul progresso del suo mondo
Da una finestra ricavata
In mezzo a una metropoli

Poesia del giorno

E un astronomo disse: Maestro Parlaci del Tempo.
E lui rispose:
Vorreste misurare il tempo, l'incommensurabile e l'immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni.
Del tempo vorreste fare un fiume per sostate presso la sua riva e
vederlo fluire.

Ma l'eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo
E sa che l'oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio.
Chi di voi non sente che la sua forza d'amore è sconfinata?
E chi non sente che questo autentico amore, benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere, e non passa da pensiero d'amore a pensiero d'amore, né da atto d'amore ad atto d'amore?
E non è forse il tempo, così come l'amore, indiviso e immoto?

Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,
E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l'attesa.

Cosa porta all'errore?

Dopo tanti errori commessi non riesco ad accettare il modo bizzarro con cui la vita ti porta a compierne altri: è strano ma è come se il meglio che un essere umano può dare sta al massimo in un errore diverso, più colorato, dettato da situazioni in cui, magari, non ci si è fino ad allora trovati, imposti da quella irrefrenabile voglia di essere se stessi. Ma purtroppo man mano apprendo che non è così; essere sempre se stessi non porta in maniera ovvia a dei risultati positivi, come dire, per usare una frase fatta, la sincerità non sempre paga, ma visto che nemmeno le antiche bugie mi regalavano momenti di gloria mi chiedo: COSA FARE ALLORA?
 
 
 
Triste scoprire di non essere infallibili!
L'errore è in agguato.
Aspetta che tu sia sul punto di abbassare la guardia.
E' subdolo e cattivo, si nasconde e sferra l'attacco quando meno te lo aspetti.
Poi scopri che  non era un errore, quanta malagrazia nella scoperta!
E' necessario un bagno di umiltà.
Possiamo fallire e non è facile riconoscerlo.
April 18

Poesia del giorno

A lungo durerà il mio viaggio
e lunga è la via da percorrere.

Uscii sul mio carro ai primi albori
del giorno, e proseguii il mio viaggio
attraverso i deserti del mondo
lasciai la mia traccia
su molte stelle e pianeti.

Sono le vie più remote
che portano più vicino a te stesso;
è con lo studio più arduo che si ottiene
la semplicità d'una melodia.

Il viandante deve bussare
a molte porte straniere
per arrivare alla sua,
e bisogna viaggiare
per tutti i mondi esteriori
per giungere infine al sacrario
più segreto all'interno del cuore.

I miei occhi vagarono lontano
prima che li chiudessi dicendo:
«Eccoti!»

Il grido e la domanda: «Dove?»
si sciolgono nelle lacrime
di mille fiumi e inondano il mondo
con la certezza: « lo sono! »

April 15

Sorry

  Chiedo scusa a chiunque abbia commentato dei miei interventi per le mancate risposte ma oggi in ufficio non tira bella aria e la frenesia è ai limiti dell'accettabile!

Un bacio a tutti!

Poesia del giorno

Aver casa e' un bene
dolce il sonno sotto il proprio tetto
figli, giardino e cane.
Ma certo appena ti sei riposato dall'ultimo viaggio
la lontananza t'insegue con nuove lusinghe.
Meglio e' patire di nostalgia di casa
e sotto le alte stelle, solo,
riposare con la propria melanconia.
Avere e riposare può soltanto,
chi ha il cuore tranquillo,
mentre il viandante sopporta fatiche e difficoltà
con sempre delusa speranza.
In vero più lieve e' il tormento di andare,
più lieve che trovar pace nelle valli di casa,
dove tra le gioie e le solite cure
solo il saggio sa costruire la propria felicità.
Per me e' meglio cercare e mai trovare
che legarmi, caldo e stretto a quanto mi e' accanto,
perché anche nel bene, su questa terra
sono solo ospite, mai cittadino.

April 14

Si va a casa!

Fuggo dall'ufficio per andare a casa dove mi aspetta un bel: